La gazzetta dei Carpini
Settimanale online multimediale della comunità cristiana dei
Ss. Gervasio e Protasio Carpenedo - via S.Donà 2, Mestre (VE)
n. 256 - 5 febbraio 2010
Marcia - veglia della Pace 2010
Che cosa ha a che fare Cristo con la mia vita? Non c'è nulla di
profondamente umano che non sia anche autenticamente cristiano: questa è la
legge dell'incarnazione. La nostra fede non ha nulla di astratto, aereo,
angelico. Il nostro Patriarca insiste spesso su questi temi. Lo ha fatto
anche sabato 30 gennaio durante la marcia - veglia per la pace. Da molti
anni ormai la nostra chiesa dedica una giornata alla riflessione e alla
preghiera per la pace partendo dagli spunti lanciati dal papa nel suo
tradizionale messaggio per la giornata mondiale della pace del primo
gennaio.
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Quest'anno il tema di tale messaggio era "se vuoi costruire la pace,
custodisci il creato". È a partire da questo titolo che sono stati
costruiti i due momenti della giornata. Nel pomeriggio, ospitati nel
patronato della parrocchia di S. Marco di Mira Porte, 170 giovanissimi
delle superiori (tra cui anche molti ragazzi della nostra parrocchia), in
un clima di festa, hanno vissuto una serie di laboratori: l'incontro con un
rifugiato politico afgano che ha raccontato il dramma di molti profughi del
suo paese, la presentazione da parte di un gruppo scout di Oriago di una
esperienza di accoglienza e condivisione con dei giovani palestinesi, una
riflessione sui propri consumi, la conoscenza della realtà del Sermig di
Torino attraverso l'incontro di due giovani che vivono lì e che hanno
sottolineato l'importanza di "buone idee" e di "buon cuore", un laboratorio
teatrale. Il pomeriggio si è chiuso con la consegna a tutti i gruppi
presenti di una piccola pianta con l'impegno di custodirla: voleva essere
un segno simbolico della necessità del nostro prenderci cura del creato e
degli altri per poter essere costruttori di pace.
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Il momento della sera è stata una veglia di preghiera a partire dalla
dimensione dei cinque sensi: ha aiutato in questa riflessione la
professoressa Giuliana Martirani che ha guardato al creato in un'ottica di
fede: la creazione è simile al corredo e ai preparativi che fanno due
genitori in attesa di un figlio; è, insomma, un dono e un gesto d'amore di
Dio verso di noi. Ha poi sottolineato l'importanza dei cinque sensi (non
potremmo pensare nessuna esperienza al di fuori di essi) e come questi
possano essere usati bene o male. Il Patriarca si è inserito in questa
riflessione mostrando come il motivo dell'essere a Mira a pregare per la
pace, del riflettere sul nostro rapporto con il creato, è che Cristo ha a
che fare con tutto l'umano. Ha anche ricordato come l'uso dei cinque sensi
entra nel nostro rapporto con Cristo (il gusto nel mangiare l'eucarestia e
l'udito nell'ascoltare la Parola di Dio solo per fare due esempi), proprio
perché questo rapporto è estremamente concreto.
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